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Riguardo le Smart City

Una città intelligente è un luogo in cui le reti e i servizi tradizionali sono resi più efficienti con l’uso delle tecnologie digitali e di telecomunicazione a beneficio dei suoi abitanti e delle sue attività.
Ma tutto questo come cambierà il volto delle nostre città?

Cover by Stanza , Body 01000010011011110110010001111001, 2018.


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Quello della Smart City è un cammino che abbiamo già intrapreso: non si tratta del nostro futuro, ma del presente che stiamo già vivendo.
Macchine elettriche a guida autonoma, marciapiedi intelligenti e traffico-sensibili, un sistema di trasporto pubblico funzionale e sostenibile, connessione ad alta velocità (5G) accessibile, sistema di governance trasparente che favorisce l’interazione e l’inclusione dei cittadini ecc., sono tutte realtà.
Gradualmente, e in un modo meno percettibile di quello previsto dall’immaginario collettivo, le nostre città stanno diventando “smart”. É un cambiamento che coinvolge tutti i tipi di città, grandi o piccole che siano, muovendole verso un modello urbano dove mondo fisico e digitale sono difficilmente distinti o scindibili.

Il concetto di “Città Intelligente” è potenzialmente uno dei più importanti cambiamenti ad ampio spettro tematico degli ultimi decenni, e si tratta di un passaggio importante e non scontato. Per la prima volta, grazie ad internet e alla sua evoluzione verso “l’internet delle cose”, non progettiamo soltanto l’ambiente fisico delle nostre città, partendo da una possibile idea di utilizzo preventiva delle sue parti, ma spazio fisico, spazio digitale e utilizzo diventano parte di un unico flusso progettuale che li comprende tutti.
Con la Smart City non progetteremo solamente i luoghi che vivremo, ma anche il modo in cui li vivremo. Le nostre città diventeranno degli enormi contenitori di dati che non soltanto trasmetteranno l’informazione dell’ambiente che ci circonda, ma lo plasmeranno in risposta agli input esterni che questo ambiente riceverà.
É da quest’ultimo punto che sorgono allora i principali interrogativi che ho riguardo le Smart City. Andando oltre la problematica più discussa, ovvero quella relativa alla gestione dell’enorme numero di dati che viaggerebbero attraverso le città intelligenti, credo che i quesiti maggiori riguardino principalmente tre aspetti e le relative conseguenze di questo “sviluppo cognitivo” delle città:

ACCESSIBILITÀ ED ESCLUSIONE

In che modo le città intelligenti influiranno sulla sfera sociale, politica ed economica della nostra società?
Riusciremo, essendo questo uno degli obiettivi di questa rivoluzione digitale, ad appianare le differenze sociali del nostro tempo? Oppure l’avvento dell’IoT e dell’IA, nella loro eliminazione e creazione di nuove figure professionali, creerà paesi e strati sociali di serie A e di serie B? In che modo la possibilità di accesso o meno a queste nuove tecnologie peserà sull’importanza di un paese, città o categoria sociale? Proponendosi come sistema per creare una cittadinanza basata sulla partecipazione e un sistema che renda più inclusive le comunità di cui facciamo parte, le quali tuttavia sono già più bilanciate ed egualitarie di altre, che effetti avrà questa rivoluzione digitale sulle comunità di stampo diverso da quello occidentale?

IOT E AMBIENTE COSTRUITO

La seconda questione, di carattere più architettonico, è il rapporto che avrà l’IoT con il precostituito e come questi due fattori dialogheranno e interagiranno fra di loro. Tutte le innovazioni tecnologiche introdotte fino ad oggi nel mondo dell’architettura e nell’ambiente urbano avevano una fisicità propria, una massa ed una volumetria da dover considerare in progetto, ma con la tecnologia della Smart City la fisicità delle cose diminuirà esponenzialmente, diminuendo idealmente e fisicamente anche lo spazio “canonico” dell’ambiente che viviamo quotidianamente. Che volto avranno gli aeroporti del futuro, quando la zona del ritiro bagagli, i banchi dei check-in, uffici amministrativi (naturalmente questi potrebbero non scomparire completamente) e i controlli aeroportuali saranno sostituiti da procedimenti più rapidi grazie all’interconnessione dei dispositivi intorno a noi e all’ausilio di un paio di impronte digitali?
Se la funzione inizierà a necessitare di sempre meno spazio, questo come influenzerà la forma?
Sarà interessante, da questo punto di vista, capire in che modo la domotica contribuirà al dibattito secolare riguardo la relazione tra forma e funzione; Inoltre, le rivoluzioni tecnologiche fino ad ora hanno sempre prodotto manufatti che in qualche modo potevano essere anche sfruttati come elemento architettonico e a cui poteva essere attribuito anche un valore formale: dai pilastri, passando per le vetrate, al sistema impiantistico, tutte le nuove strutture in vari periodi storici hanno sempre avuto un valore oltre quello puramente tecnico.
Ma se il nuovo diventa impercettibile, nascosto, fino a diventare solo un impulso elettromagnetico o un codice informatico, che tipo di costruzioni produrrà la nostra epoca? Sarà l’assenza, il vuoto architettonico, l’archetipo del nostro tempo? O daremo nuova forma e reinterpreteremo in un modo completamente nuovo ciò che è già stato usato e metabolizzato da tempo?
Credo che l’aspetto più importante di questa rivoluzione digitale sia che, per la prima volta l’architettura, come tantissimi altri ambiti della conoscenza, ha iniziato ad esprimersi e ad esistere non soltanto attraverso lo spazio fisico, ma a muoversi oltre le limitazioni spaziali del legno, del vetro e del cemento armato: sta nascendo un’architettura sospesa tra il materiale e l’immateriale.

LA CITTÀ INTELLIGENTE

L’ultima questione che voglio proporre nasce da una riflessione contenuto nel rapporto, dal titolo “My thoughts on the Smart City”, che Rem Koolhaas ha prodotto per la Commissione Europea. In “Digital minds for a new Europe”, titolo della ricerca, la Commissione Europea chiedeva a vari esperti di contribuire con pensieri, previsioni e perplessità riguardo a ciò che sarebbe diventata l’Europa seguendo questo percorso evolutivo digitale.
Fra le critiche rivolte alla Smart City, Koolhaas ne individua alcune di stampo non solo architettonico, ma anche socio-economico.
Tra i vari punti sui quali si sofferma, Koolhaas riflette su come il concetto di Smart City sia in realtà il frutto di alcune paure e problematiche contemporanee, come il cambiamento climatico, energia, invecchiamento della popolazione e infrastrutture, e di come, spinto da abili slogan, esso sia stato fagocitato da interessi economici:

“I cittadini che le Smart City dichiarano di servire sono trattati come neonati” e continua “Siamo alimentati da graziose icone della vita urbana, integrati con dei dispositivi innocui, coerenti con piacevoli diagrammi in cui cittadini ed imprese sono circondati da sempre più circoli di servizio che creano bolle di controllo.”

Possibile che le città intelligenti non portino solo ad un miglioramento della condizione dell’efficienza urbana?
Nel caso in cui tutto diventasse pre-progettato, e se le città saranno effettivamente un sistema dettato da statistiche di vario tipo, anche se saranno i comportamenti degli abitanti a “modellare” le città intelligenti, esse si modificheranno comunque seguendo un’unica strada: il principio della massima efficienza.

Conclude Koolhaas: “Piuttosto che scartare tutta l’intelligenza urbana accumulata nel corso dei secoli dovremmo indagare su cosa oggi è considerato intelligente, tenendo conto di tutta la nostra conoscenza pregressa”.

In tutto questo, dov’è la possibilità di trasgredire?

Quello della Smart City è un cammino che abbiamo già intrapreso e dal quale non è più possibile tornare indietro. Ma si tratta comunque di un cammino che stiamo ancora percorrendo, ed è solo arrivando alla fine di tale percorso che potremo effettivamente vedere, o non “vedere”, con i nostri occhi la società e lo spazio architettonico che ne verrà plasmato.

– Rem Koolhaas, My thoughts on the Smart City, Digital minds for a new europe, European Commission, 3/11/2014, data di consultazione 5/9/2019.
Rem Koolhaas Asks: Are Smart Cities Condemned to Be Stupid?, www.archdaily.com, ultima modifica 10/12/2014, data di consultazione 12/9/2019.
– EU regional and urban development, What are smart cities?, ec.europa.eu, data di consultazione 12/9/2019.
– Sarah Wray, Smart cities: Mind the gap, www.smartcitiesworld.net, ultima modifica 6/6/2018, data di consultazione 8/9/2019.
– European smart cities ranking, www.smart-cities.eu, data di consultazione 14/9/2019.