Scali Milano: il discriminante tra sviluppo ed omologazione

Scali Milano: il discriminante tra sviluppo ed omologazione

Milano oggi sta vivendo una nuova fase di sviluppo che sta portando a cruciali trasformazioni da un punto di vista architettonico ed urbanistico. All’interno di uno scenario estremamente mutevole, il susseguirsi delle fasi storiche, legate alla progressione ed al cambiamento socioeconomico della città, ha portato alla trasformazione inevitabile del territorio. Aree che in passato determinavano l’ identità di Milano come città industriale, oggi vedono lo sviluppo di nuove attività o nel caso più estremo, restano abbandonate. È questo il caso degli ex-scali milanesi, che da collegamenti nevralgici del Capoluogo lombardo oggi sono passati ad essere aree dismesse dove la natura selvaggia è padrona. In un contesto di crescita, tuttavia, si sta rendendo sempre più necessario il riutilizzo di queste aree che, come in passato, dovranno riadattarsi al fine di far fronte al contesto culturale imposto dal nostro tempo.

In un processo di pieno sviluppo, che negli ultimi anni ha caratterizzato la città di Milano, una nuova opportunità sembra concretizzarsi sempre di più. La questione ex-scali ferroviari, che ormai da anni infuoca tra critiche e false promesse, pare essere sempre più vicina ad un’effettiva svolta. Negli ultimi giorni infatti, è stato presentato alla Triennale di Milano il bando di concorso per gli scali Farini e San Cristoforo, due dei sette scali che fanno parte delle aree ferroviarie milanesi dismesse. Il bando per la rigenerazione di queste aree è l’esito dell’Accordo di Programma tra Il Comune di Milano, la Regione Lombardia, con l’adesione di Ferrovie dello Stato Italiane S.p.A., Rete Ferroviaria Italiana S.p.A., FS Sistemi Urbani S.r.l. e Savills Investment Management S.G.R. S.p.A¹, e punta ad essere il primo passo di una trasformazione che influenzerà il Capoluogo lombardo e l’intera Regione per i prossimi decenni. Il progetto che si intende realizzare sullo Scalo Farini, che rappresenta il più grande dei sette scali dismessi, prevede un parco di 300mila mq, la nuova sede dell’Accademia di Brera ed appartamenti in affitto per under 35². Il tutto si andrà ad incastonare in un complesso più ampio, che vedrà il dialogo di questi spazi con la cittadella degli uffici del Comune di Milano e con l’oasi naturalistica che verrà realizzata all’interno dello Scalo San Cristoforo.

Insomma, una serie di ottime premesse sulla carta, che tuttavia prendono vita da una storia più lunga e turbolenta.
Gli ex-scali milanesi nascono come aree ferroviarie, al tempo dedite al trasporto merci, che ebbero il loro maggior picco di utilizzo durante il periodo di industrializzazione della città. Frutto di espropri per fini di pubblica utilità, gli scali ferroviari vennero assegnati a diverse società che si occupavano di trasporto su ferro e che nel tempo si unificarono sotto il nome di “Ferrovie dello Stato”. Ad un certo punto però, nella seconda metà del secolo scorso, si manifestarono due fenomeni³ che portarono alla dismissione ed al conseguente abbandono di questi spazi. Uno di questi fu sicuramente la progressiva perdita del carattere industriale della città a favore dello sviluppo del settore terziario, l’altro invece, è da ritrovarsi nell’adozione sempre più massiccia del trasporto su gomma a discapito di quello su ferro. Fu così che gli odierni ex-scali milanesi (Farini, Greco-Breda, Lambrate, Porta Romana, Rogoredo, Porta Genova e San Cristoforo) entrarono in un progressivo stato di abbandono.

Oggi però, Milano si ritrova a vivere una nuova primavera dal punto di vista edilizio. Nuovi quartieri come quello di Porta Garibaldi e Citylife stanno prendendo forma, sovrastando la città ed imponendo su questa un mutamento dei suoi caratteri identitari. Sulla scia delle grandi metropoli europee, la tendenza all’omologazione verso un certo tipo di architettura, che racconta l’allontanamento dalla disciplina in favore di un “bello” artefatto e commerciale, pare essere diventata la routine se non lo step più significativo dall’epoca del moderno. Aree centrali e periferiche della città si sono trasformate in oggetti del desiderio per promotori edilizi e politici di mestiere, ed è proprio in questo scenario di costruzione scellerata, non tanto per quanto riguarda le volumetrie ma per quanto riguarda un pensiero architettonico, che gli scali hanno assunto un ruolo fondamentale per il progredire di questa idea di sviluppo. Uno sviluppo che spesso e volentieri si presenta senza soluzioni di continuità con ciò che gli sta intorno, negando quindi apprezzabili soluzioni sia di tipo urbanistico che architettonico.
Appare ormai lontano quel periodo in cui Milano, veniva riconosciuta come palcoscenico di sperimentazione e culla di una “scuola” architettonica dalle forti caratteristiche identitarie. Si rende ancora più evidente oggi, la mancanza di infrastrutture e collegamenti capaci di stare al passo con lo sviluppo della city, che non tiene conto della “città storica” e di ciò che le sta intorno.

In quest’ottica, proprio gli scali potrebbero rappresentare la giusta opportunità per ripensare Milano in veste metropolitana⁴, permettendole, attraverso una progettazione sia a piccola che a grande scala⁵, di sanare sia le criticità legate alla connessione con l’hinterland sia quelle legate all’immagine, oggi deturpata, dell’architettura contemporanea milanese. Prendendo in considerazione questa veduta d’insieme, gli scali potrebbero essere davvero il discriminante capace di determinare o meno l’evoluzione della città di Milano⁶, declinandola in un’imitazione apatica di una qualsiasi metropoli europea o, al contrario, elevandola a modello anticipatore e progressista per la cultura del nostro tempo.

¹ Dal documento: “Concorso Farini – bando e linee guida”, pag. 23, scaricabile dal sito: www.scalimilano.vision, data consultazione 29/10/2018.
² Carlo De Vito, Milano, parco urbano e accademia di Brera: via al bando per il nuovo scalo Farini, www.milano.repubblica.it,  ultima modifica 22/08/2018, data di consultazione 29/10/2018.
³ Luca Misculin, Milano ha un’occasione storica, www.ilpost.it, ultima modifica 9/04/2017, data di consultazione 20/10/2018.
Scali Milano: intervista a Lorenzo Degli Esposti, www.agora-magazine.com, ultima modifica 01/11/2018, data di consultazione 01/11/2018.
Scali Milano: intervista a Giorgio Goggi, www.agora-magazine.com, ultima modifica 01/11/2018, data di consultazione 01/11/2018.
⁶ Scali Milano: intervista a Emilio Battisti, www.agora-magazine.com, ultima modifica 01/11/2018, data di consultazione 01/11/2018.

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Duccio Prassoli Administrator
Laureato al Dipartimento di Architettura di Genova, oggi sta portando avanti la Laurea Magistrale al Politecnico di Milano. Si interessa dell’Architettura del XX secolo e dell’influenza che questa sta avendo sulla società ed il pensiero architettonico contemporaneo.
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